chef di bordo

Entro per la prima volta nella cucina di bordo, questa volta di un wally. Più o meno però sono tutte simili. Frigoriferi piccoli, se sei fortunata un freezer che funziona quando vuole ma sempre piccolo anche lui. Superficie di lavoro di circa 1 metro dove devi ovviamente impiattare i cibi prelibati per i proprietari e i loro amici. In questo specifico caso gli oblò microscopici della cucina invece di essere trasparenti e lasciare la luce del sole entrare, sono ricoperti di teak. Il buio assoluto, quindi luce artificiale 24 su 24. Da abbronzata che ero son tornata versione mozzarella.

A bordo siamo 4 di equipaggio più uno estreno che vive sul “gommoncino” di 15 metri. E loro hanno un pasto preparato separatamente che viene generalmente ingurgitato veloccissimamente tra un lavoro ed un altro. Poi ci sono gli ospiti. Armatori e amici invitati a pranzo o a cena che possono variare in questo caso da 3 a 18 persone.

Antipasto di pomodori verdi grigliati ripieni con scaglie di bottarga

È vero che per gli armatori la cucina è molto elaborata e richiede attenzione ed estrema cura nella presentazione ma il cruccio del cuoco di bordo è in genere l’equipaggio. Mangiano una quantità di cibo enorme ma soprattutto ciascuno di loro ce ne ha una. Chi non mangia carne, chi alcuni pesci, chi è vegetariano, chi odia i piselli e così via…

Parlavo con una amica collega e anche lei è d’accordo. L’equipaggio è la spina nel fianco dello chef di bordo. E poi subentra la noia. Quando non si sa che fare si mangia… ed io? Sempre fuori a caricare carrelli e carrelli di cibo.

Qualche giorno fa sono uscita di corsa a fare la spesa. Ogni volta mi ritrovo in un supermercato diverso con prodotti diversi esposti su scaffali ed ordini diversi. Una lotta contro il tempo. Corri corri, ma per quanto cerchi di fare veloce è inesorabile. Appena metti piede a bordo “buono il caffè al bar?” “certo tre ore per fare la spesa!” ma come! Arrivo in un bagno di sudore, trafelata e… questa è l’accoglienza? Le tre ore prevedono la navigazione verso il porto designato, l’entrata in porto con conseguente lungaggine nel trovare un posto e ormegiare e poi si anche la spesa, e poi il disormeggio e il ritorno.

Insomma l’altro giorno vado a fare la spesa. Esco verso le 10.45. L’armatrice non è a bordo per pranzo. Ritorno verso le 13.30 con 8 buste di cibo fresco da stivare prima possibile. Alle 14.10 termino. Esco un secondo in coperta per mandare un messaggio al comandante del gommone che è dovuto scapare quindi senza pranzo e… “ hei cheffy ma sei arrabbiata con noi che oggi ci lasci a digiuno?” gli avrei messo le mani al collo al tipo!

considerate che ogni volta che hanno fame in frigorifero ci sono affettati, formaggi, cioccolate, le crepes e i croissant che avanzano dalla ricca colazione degli armatori, biscotti, frutta a go-go ma…

2 pensieri riguardo “chef di bordo”

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