la prima traversata. Madeira Bermuda

Sdraiata finalmente in cabina, sono le 9 di sera, navigo nell’oceano Altantico e non soffro il mal di mare al computer. Evviva il famoso respiro dell’oceano mi sta come il vestito di lino bianco che quando lo indosso tutti si girano 😉 Il gruppo rimasto a bordo dopo la partenza dell’inglesino a Madeira, è formato da me, la cuoca e hostess di bordo, dal proprietario John olandese americano, da Rodrigo il comandante messicano e da Richard il marinaio olandese ormai spagnolo naturalizzato.

Il catamarano vola sulle onde lunghe del grande mare e in poco tempo costeggiamo le Canarie ed dopo aver cercato il vento ancora un po’ più a sud abbiamo iniziato a puntare ovest, sud – ovest. Il mio lavoro ristretto alla sola cucina e al tenere in ordine una cabina e gli spazi comuni è super easy. Basta stress da prestazione marinaia donna. Con la cucina spacco. Ho sfornato roba da capogiro e tutti sono super entusiasti. Ho 12 ore per organizzare due pasti ricchi per 4 persone. Insomma un vero gioco da ragazzi!

Il mare per ora mi ha regalato diversi incontri: i bellissimi delfini white stripped grandi giocherelloni, un solitario delfino della specie a noi più conosciuta di stenella, le caravelle portoghesi (una mini medusa dotata di vela), una buccia di banana, una piccola e una mega tartaruga, i pesci volanti e una bottiglia di ketchup. Me lo aspettavo più generoso questo mio primo oceano, ma noi siamo impazienti…

il mio mare

I giorni passano ma il mare e l’oceano sono una roba da prendere con molta molta pazienza. Azzurro mutevole 24 su 24 a 360° sull’orizzonte. Silenzio in barca. Per una come me sempre attiva, passare giornate nel dolce far niente è roba complicata. C’è stato un giorno che per quanto ero annoiata mi sono sentita triste. Poi tutto va via veloce come le nuvole che offuscano il cielo oceanico tutte le sere e tutte le mattine. Voliamo ad una media di 8 nodi. Abbiamo già spostato l’orologio di circa 4 ore.

Oceano Atlantico

Il vento più o meno costante ci ha accompagnati per i primi 15 giorni verso la destinazione iniziale scelta dal boss: Bermuda. Andare così a nord, soprattutto in questo periodo dell’anno, è estremamente complesso. Ma le discussioni tra comandante, che voleva puntare verso le Bahamas molto più a sud, non hanno avuto esito positivo. Certo le Bahamas le avrei viste volentieri, ma tanto per me è tutto nuovo. Vento da est, nord est. Il movimento dolce del mare mi ha permesso di cucinare senza problemi e di avere le bottiglie in tavola anche andando a 12 nodi di velocità. Abbiamo toccato i 15 nodi….niente male!

il mio oceano

Poi però il vento è cambiato. Prima si è praticamente fermato costringendoci dopo così tanto tempo ad andare a motore. I serbatoi di questo catamarano da corsa sono piccoli proprio per la sua natura leggera, rendendo il carburante estremamente limitato. Rodrigo lo sa e valuta sempre molto attentamente tutto. Sappiamo anche che l’approccio a Bermuda sarà senza vento quindi dobbiamo assolutamente preservare il combustibile. Lui dall’alto della sua tranquilla visione del mondo dice che la traversata è una di quelle navigate che va presa con molta pazienza.

notte tra i fluttui illuminati dalla luna

Dopo due giorni di calma assoluta siamo passati attraverso tre fronti, più semplicemente tre perturbazioni. Cielo scuro, vento abbastanza forte, con punte fino a 35 nodi da nord nord ovest. Questo significa vento contro e freddo. Pioggia. Il capitano ha trascorso ore a prua a guardare il cielo e a scrutare ogni possibile cambiamento. La barca ha iniziato la sua lenta risalita verso la meta ambita. E dove è capitata la cabina a me??? Ovviamente sopravento e a prua. Sono tre giorni che praticamente non dormo.

Mancano ormai pochi giorni. Speriamo che il triangolo non mi faccia sparire. A 15 miglia da Bermuda finalmente vedo due meravigliose orche. La più lunga traversata nella storia su un catamarano come questo da corsa. 23 giorni non stop nel blu. Mai sentita una cosa così, ma le date di partenza bizzarre e soprattutto la meta sono state parti in causa. Devo dire che fino all’ultimo giorno, anche se una traversata normale si fa in genere in massimo 18 giorni, sono riuscita a far mangiare cose fresche e soprattutto fare la spremuta tutte le mattine con arance fresche al boss. Viva le arance spagnoli appena colte!

L’isola nell’Oceano Atlantico del nord, nella parte occidentale del Mar dei Sargassi è affascinante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × 5 =